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".... Ma l'arte è libera anche quando i suoi
principi vengono misurati con precisione infinita. E' la valvola di sicurezza
attraverso la quale noi liberiamo la rigidità che può far
esplodere il meccanismo impetuoso dell'anima. Dentro di noi agisce un sistema
non equilibrato di istinti e ragione, alla quale la cultura cerca di dare
un ordine. Se non apriamo un varco alla libertà degli istinti nei
confini sicuri dell'atto artistico, avverrà un esplosione. La musica è la
più arbitraria e suprema tra tutte le arti. Nasce dalla materia,
ma si libera con facilità. Persino le sue leggi severe sono una
questione di arbitrarietà, leggi che si è fissato senza promettersi
di rispettarle, ostacoli posti solo per essere evitati. Ci aiuta a difenderci
dalla pazzia in agguato quando scopriamo l'infinità del tempo. Lo
divide in unità di diversa lunghezza. Alcune così brevi che
finiscono ancor prima di averne notato l'esistenza. Nel cuore del silenzio,
teso tra due effimere note, ci attende la pace......."
Il Quartetto Rosendorf
di Nathan Shaham ( violista nel quartetto d'archi del kibbutz Ben Alfa,
già addetto culturale dell'ambasciata d'Israele a New York e
vicedirettore della TV israeliana ).
Ed. Giuntina |
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